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Economie steineriane a sorpresa

Economie steineriane a sorpresa

Sabato 31 Agosto 2013 Io e C. attraversavamo il Padovano, ma dato il giorno e l’ora, i negozi utili per poter comperare del Tahin, da regalare a mia madre per il suo compleanno li avevano chiusi. Deviavamo per  Roncaglia con un vago ricordo di un negozio Bio, e, una volta sceso dalla macchina, incalzavo C. con un a battuta: “NaturaSi! Chissà se hanno già venduto l’anima a Steiner o se si salva ancora qualcosa”. Devo ammettere che prima di arrivare alla cassa, mi è sembrato che non tanto il Tahin, ma quanto minimo le gallette di riso fossero salve: neanche un euro e mezzo per 2 etti di gallette molto buone.

Una battuta fra le tante, non ci stavo neanche ragionando sopra, semplicemente un po’ di sarcasmo per alleggerire lo stress da strade, svincoli, tangenziali, negozi e capannoni, quartieri tutti in serie.

Arrivati a casa di mia madre, mentre attendavamo il suo ritorno, mi buttai sul divano e, distrattamente, presi il telefonino per guardare  Facebook. La prima notizia in alto, senza possibilità di caricarne altre per un momentaneo problema di connessione, recitava a caratteri cubitali, unica ed inequivocabile:

Nexus.it    1° FESTIVAL NAZIONALE DELL’ANTROPOCRAZIA

La mia ilarità si scatenò, il mio riposo sul divano fu interrotto. Schiacciai sul link e cominciai a leggere ciò che vi trovai, C. commentava riga dopo riga, peccato non sia successo davanti ai microfoni di Radio Gamma 5. “Laboratorio sulla fiscalità monetaria” recitava il sottotitolo. ....

 

Il circolo Ighina ci mette la faccia, la Menon presenta. L’ulteriore sottotitolo è da toccarsi scaramanticamente il sacchettino: “Il coraggio delle idee”.

C’è da ridere. Il primo gruppo di relatori apre le “danze” con una tematica titolata in modo tale da esorcizzare subito, entro se stessi,  qualsiasi rischio che il cervello agisca in combutta con la coscienza: “L’umanità fa schifo?”. Ed a parte un Giorgio Andretta che viene dipinto come semplice agricoltore, Fabio Brescacin viene invece descritto come laureato in agraria, cofondatore della Ass.ne antroposofica Rudolf Steiner di Conegliano e amministratore delegato di Ecor-NaturaSì  s.p.a.  E’ precisamente qui che mi è venuto da vomitare.

Non poteva mancare Bellia, una kermesse di speaker di RG5, qualche eminente conferenziere che effettivamente avrà qualcosa di interessante da dire sull’economia e sulla finanza. Ma mi ha colpito particolarmente la figura di Jacopo Castellini, il quale oltre a collaborare con il circolo Ighina ed a scrivere su Nexus, tiene anche una trasmissione  su RG5 che dà i titoli, anzi i sottotitoli, alla giornata. Come già detto “Il coraggio delle idee”. Ma la mia mano cerca ancora il sacchettino, perché nella pagina informativa non è specificato che, come gira voce, egli sia un fervente steineriano, ed io ho imparato che quando si ha a che fare con loro, non è mai male farsi qualche domanda in più, anche se loro tentano di tacciarti per arimanico. Stiamo parlando del coraggio delle idee in generale o di un gruppo specifico di idee?

Ma non è finita.

Troviamo un comunicato stampa di EcorNaturaSi, dal quale si apprendono i seguenti dati: 

  • possiede 100 punti vendita del marchio EcorNaturaSi in Italia, 2 in Spagna.
  • Possiede Cuorebio, che a sua volta, di negozi ne ha 290.
  • Attraverso il brand Ecor e la società Baule Volante serve piccoli negozi, erboristerie, negozi specializzati e farmacie su tutto il territorio nazionale.

Nel febbraio del 2012 escono dal gruppo alcuni soci fondatori di EcorNaturaSi e vi entra il gruppo Alpa, della famiglia Paravicini Crespi di Milano e proprietaria delle Cascine Orsine. Possiedono il 20% delle azioni. Il 25,25% delle azioni è ripartito tra le famiglie Lori e Testori di Milano e la famiglia Zanoni di Desenzano. Ma signore e signori, per le notizie che contano cito testualmente il comunicato stampa:

Il 54,75% delle quote di EcorNaturaSì è oggi di

proprietà della Fondazione Antroposofica Rudolf Steiner, già proprietaria di Ecor SpA,

che insieme agli altri soci si rende garante delle finalità sociali dell'attività: distribuire prodotti biologici, biodinamici e più in generale naturali, che contribuiscano a migliorare non solo la salute delle persone, ma anche quella della terra e dell’ambiente in generale. Un obiettivo che viene perseguito, in particolare, garantendo la qualità e la sicurezza dei prodotti, sia con controlli scrupolosi della filiera dei fornitori, sia contribuendo alla gestione diretta di aziende agricole biodinamiche: la San Michele di Conegliano di proprietà della stessa Fondazione Rudolf Steiner, la Fattoria Di Vaira di Petacciato (Campobasso), partecipata dal gruppo e da negozi e sostenitori del biologico, le Cascine Orsine di proprietà della famiglia Paravicini. Una rete di attività che ha portato il gruppo a consolidare

nel 2011 un bilancio di 201 milioni di euro

con una crescita del 14% sull'anno precedente, e a realizzare anche nel primo trimestre 2012 un incremento di fatturato intorno al 5%, nonostante le pesanti difficoltà generali dei consumi. 

Inoltre, come pubblicato dal giornale “L’ARENA” il 2 agosto 2013, pagina 35, foglio 1, Unicredit gli ha appena concesso un credito quinquennale di 27,25 milioni di euro, il quale sostituisce un precedente finanziamento erogato nel 2012 di 55,5 milioni di euro, che era stato erogato da un pool di banche a supporto del “riassetto societario e delle strategie di crescita della società”. Il tutto organizzato da “Corporate Lending Nord Est di Unicredit”. Rispetto all’anno precedente il fatturato è aumentato a 208 milioni di euro. Il nuovo piano strategico è “volto prima di tutto a diffondere la cultura del biologico coniugandola con un disegno industriale concreto e dall’ampio respiro”.  

La sede logistica di questo colosso è a Treviso, veramente a due passi da RG5.

 

Ora qualche domanda:

  • In questa straordinaria impresa commerciale, RG5 che ruolo ha?
  • Quali scenari si possono prospettare comparando le scelte dell’attuale cda con questi fatti?

Ma non temete, che come si  ostina a ripetere un tale “RG5 è una radio della gente e per la gente”. No? Una radio con un cda che molto probabilmente non ha motivo di temere multe da centinaia di migliaia di euro, poiché Steiner non può tutto ma può molto.

 

Lo speaker autosospeso

Alessandro Barison

 Fonti

http://www.nexusedizioni.it/event/primo-festival-nazionale-dellantropocrazia/

http://www.naturasi.it/Documents/PressArea/PressReleases/c-s--25--anniversario-2012.pdf

Commenti  

 
#1 Alessandro Barison 2013-09-08 10:40
Dato che l'o citato nell'articolo, ieri sono andato a conoscere Jacopo Castellini. Volevo appurare le voci circa la sua steinerianitá. Lui dice di interessarsi all'opera ricavata dalle conferenze di Steiner, ma di non definirsi steineriano, poiché l'unico vero steineriano era steiner stesso. Non mi dilungheró oltre. Solo mi é parso di cogliere, fra le righe del nostro discutere, qualcosa di piú che una semplice simpatia per la cosiddetta "scenza dello spirito". Naturalmente é una mia impressione.
 
 
#2 santippe.socrate 2013-09-18 10:05
Riportiamo un commento a questo articolo su richiesta dell'interessat a che non è riuscita a pubblicarlo autonomamente

All' Illustrissimo signor Barison,
Mi corre l'obbligo di raggiungerla con la massima testimonianza circa la sua fine conoscenza del pensiero antroposofico partorito da Ruduof Steiner, progetto espresso, come Lei ben saprà, in circa 6000 conferenze. Solo una mente particolarmente sottile e raffinata poteva riassumere in così breve spazio l'argomento "Scienza dello Spirito " trattato dall'iniziato che, bontà sua, attingeva ripetutamente dalla cronaca dell'Akasha.
Leggendo il suo articolo si evince che non solo ne conosce la struttura ma significativame nte l'etimologia. Purtroppo l'antropocrazia non si può attribuire completamente al suddetto Autore, necessitera' senz'altro di ritocchi e correzioni che Lei sarà in grado di apportare ad un piano mediocre ed estremamente discutibile. Siamo onorati se riterrà offrirci il suo scipiente contributo sostanziato in perle di saggezza e raffinato acume.
Grazie di cuore al sito che La ospita con magnanima generosità cui esprimo gratitudine e riconoscenza. Tanto le dovevo.
Daniela Loregiola
 
 
#3 santippe.socrate 2013-09-19 18:18
Trascrivo per sua impossibilità la risposta di Alessandro Barison al commento della signora Daniela Loregiola. La risposta sarà divisa in più parti per la dimensione del testo

Spett.le Daniela Loregiola
È triste notare che, ogniqualvolta ci si sforzi di porre una critica al mondo antroposofico, quale che sia la sua propaggine presa in oggetto, si debba registrare una certa acredine e maligna ironia nelle risposte. Rimane tuttavia positivo lo scambio ed il dialogo a riguardo, nonostante i sentimenti personali che ognuno di noi sviluppa nel proprio intimo nei confronti di chi rappresenta l’alterità, la differenza e qualche volta anche l’antagonista. La informo che non sono particolarmente interessato al pensiero antroposofico partorito da Rudolf Steiner, bensì alle pratiche sociali che i suoi seguaci pongono in essere dimostrando, a dispetto del loro dire, scarsa sensibilità nei confronti del prossimo, ma anche scarsa capacità di ragionamento autonomo. Per questo credo di potermi permettere di criticare i punti fondamentali del pensiero antroposofico anche senza conoscere le 6000 conferenze di Rudolf Steiner, così come lei si è sentita in diritto di commentare il mio articolo, certamente senza avere letto tutti i miei scritti, senza avere ascoltato tutte le mie trasmissioni radiofoniche, senza avere partecipato alle mie conferenze ed ai miei corsi. Questa abitudine steineriana (ma non solo steineriana a voler fare una indagine antropologica più approfondita), di legittimare solo le critiche provenienti da chi ha studiato le trascrizioni delle conferenze di Steiner, le quali rappresentano per gli antroposofi una sorta di libro sacro, rende l’antroposofia degna di essere annoverata fra quelle culture che contribuiscono a seminare nella nostra società una nuova forma di razzismo, debiologizzato: un razzismo culturale che pone in essere delle nuove forme di apartheid.
Lei sembra divertirsi in un esercizio di stile quando ironizza sulla sottigliezza e raffinatezza della mia mente; io non sono interessato ad esprimere un giudizio sulla sua, le dico semplicemente che non è scientificament e dimostrabile che Steiner attingesse da queste cosiddette cronache dell’Akasha. Persino la bontà dello spirito di Steiner diviene dunque un fattore di fede. Lei ci crede, io no. Badi bene però che l’articolo che io ho scritto non è basato sulle cronache dell’Akasha, ma su comunicati stampa accessibili a tutti. I dati che ho riportato non sono questioni di fede, sono fatti, informazioni con tanto di fonti verificabili; altra cosa sono gli scenari ipotetici che da quelle informazioni si possono ricavare, quelli non sono fatti dimostrabili, ma le due cose sono nettamente distinguibili nel mio articolo, che per quanto possa essere acerbo, rimane rispettoso delle parti in gioco, e lontano anni luce da una demagogica pretesa di verità assoluta. Se avrà la pazienza di fare una indagine storica, da fonti di estrazione culturale diversa, potrà agilmente convenire con me che l’impianto dell’antroposof ia è per molti versi più vicino allo spirito della scienza di fine ottocento ed inizio novecento, che ad una reale scienza dello spirito. Voglio dire che ci troviamo di fronte ad un impianto ideologico piuttosto rigido e poco disponibile a mettere in discussione se stesso, ciò perché lo scopo di quell’impianto è una struttura di potere, non di evoluzione spirituale. Non capisco bene da cosa abbia ricavato la conclusione che io conosca significativame nte l’etimologia del termine antroposofia, chiunque poi potrebbe approfondire in tal senso con un comune vocabolario.
Più interessante sarebbe uno studio esterno sull’antroposof ia: sappiamo che essa ha avuto origine da una scissione con la teosofia, e probabilmente molto si è detto su quali siano le differenze tra le due scuole di pensiero; a mio avviso sarebbe invece molto interessante cogliere cosa hanno in comune, cosa condividono, a dispetto delle scissioni che spesso avvengono unicamente per questioni di potere. Ricordo che la società teosofica fondata da Helena Petrovna Blavatsky ha avuto una determinante influenza sul pensiero di “eminenti razzisti” quali Hitler, Yeats ed un vasto drappello di intellettuali e politici dell’epoca. Potremmo eventualmente approfondire in circostanze maggiormente dedicate.
 
 
#4 santippe.socrate 2013-09-19 18:21
(continua)
Per quanto riguarda quello che lei stessa definisce come un piano mediocre ed estremamente discutibile, cioè l’antropocrazia , e per il quale richiede il mio contributo, cercherò di accontentarla come posso: 1) • secondo Bellia oggigiorno vengono applicate sviste o errori della scienza economico-finan ziaria, e non esiste nessun preciso intento politico e nessun reazionario progetto di riordinamento sociale. Basterebbe aver intervistato una sola volta un altro eminente economista, Alain Parguez, per smentirlo e per capire che è in seno a questo reazionario progetto di riordinamento sociale che il debito pubblico si è inserito come la proverbiale “marcia in più”. 2) • Secondo Bellia, le tasse servono per pagare questo cosiddetto debito pubblico, ma le reali funzioni delle tasse dovrebbero essere quelle di tenere a freno il potere economico delle oligarchie private (come quella che si sta ponendo in essere nel settore biologico con la compagine Ecor = Antroposofia) che altrimenti diverrebbero immensamente ricche e potrebbero superare il potere dello Stato stesso (come è in effetti già successo con molte lobby e multinazionali) ; di limitare l'inflazione drenando denaro in eccesso dalla circolazione; di scoraggiare o incoraggiare taluni comportamenti - si tassa l'alcool, il fumo, o l'inquinamento, e si detassano le beneficenze o le ristrutturazion i; di imporre ai cittadini l'uso della sua moneta sovrana, che se non fosse per l'obbligo di tutti di pagare le tasse nella valuta dello Stato, non ci sarebbe garanzia di accettazione da parte del settore non governativo di quella valuta. ----- Bellia individua dunque nel debito pubblico e nelle tasse l’onere capace di generare un impoverimento generale, in chi non ha risorse economiche autonome e rinnovabili, chi non ha capitale, cioè i poveri. Non ha prestato però sufficiente attenzione ad un altro fenomeno: la riduzione dei salari e l’aumento dei prezzi per i beni immobili. Mentre compie questa svista, egli asserisce che “…le eccezioni relative a beni rari o voluttuari sono irrilevanti rispetto al normale mercato economico”. Una visione fatale per le sorti della cosiddetta carne da canon, perché esiste un rapporto diretto tra accesso alla ricchezza duratura da parte della gente comune e democrazia, che se non è regolamentato ed equilibrato favorisce l'acquisizione di potere da parte delle oligarchie. Infatti è proprio quello che sta accadendo oggi, dove i beni al consumo sono pressoché stabili, ma i beni duraturi subiscono un picco dei prezzi, mentre i salari precipitano. Ma il maggiore promoter dell’antropocra zia non si ferma, ed asserisce anche che il “…settore Economico dovrà essere lasciato alla sua spontanea dinamica e dovrà essereescluso qualsiasi intervento esterno ad esso”; la stessa visione promossa da Reagan, Thatcher, Kohl e Mitterrand, i quali hanno messo in piedi politiche tali da renderli degni di essere paragonati ai quattro cavalieri dell’apocalisse per quanto riguarda le sorti dei poveri di tutto il mondo.
Per non parlare poi della visione antropocratica dell’inflazione.
Bellia sostiene che “l'assurda convinzione che l'inflazione dipenda dalla sovrabbondanza di circolazione monetaria, dovrà essere al più presto abbandonata giacché il livello dei prezzi dei prodotti di largo consumo dipende solo dai costi: nel libero mercato, cioè in regime di libera concorrenza, i prezzi tendono costantemente a diminuire per effetto dell'ingresso costante di nuove Imprese, a tecnologia sempre più alta, la cui entrata sul mercato si giustifica solo con la fornitura di prodotti migliori a prezzi inferiori di quelli preesistenti”. Va detto che il significato di inflazione, un tempo, era SINONIMO di sovrabbondanza di circolazione della moneta; solo successivamente e creando molta confusione, qualche economista ha cominciato ad identificare l'aumento dei prezzi al consumo come inflazione. Ma l'aumento dei prezzi al consumo può essere una conseguenza dell'inflazione , non l'inflazione stessa. E per dichiarare con tanta leggerezza che il livello dei prodotti al consumo dipende SOLO dai costi, bisognerebbe prima dimostrare in che modo i costi non dipenderebbero dall'inflazione : se i costi dipendono ANCHE dall'inflazione intesa come aumento della massa monetaria rispetto al quantitativo di merci disponibili, ma ancor di più se la si considera alla Bellia come l’aumento dei prezzi al consumo, il paragrafo diventa una ASSURDA CONVINZIONE CHE DOVRA' ESSERE ABBANDONATA AL PIU' PRESTO. Inoltre questa idea antropocratica di emissione del denaro per reddito di cittadinanza e per spesa pubblica dovrebbe essere rivalutata alla luce di una maggiore attenzione ai meccanismi di gestione dell'inflazione . Ricordo altresì che la sconsiderata visione della concorrenza deregolamentata , già oggi crea immensi problemi ambientali poiché, se è possibile teorizzare un modello economico di crescita infinita, bisogna pur sempre fare i conti con delle risorse naturali finite. In sintesi mi sembra che questa antropocrazia, con il suo impianto, non sia in grado di sventare il pericolo che deriva dall’escludere i cittadini comuni dall’accesso ai beni duraturi, e che si traduca nella realtà come un semplice reimpasto delle aberrazioni neoliberiste. Cambia la lobby che ne trae vantaggio, ma sono sempre i soliti a pagarne le conseguenze: la carne da canon.
Per tornare a questo punto a tematiche più pertinenti con il mio articolo, direi che la partecipazione della Fondazione Antroposofica Rudolf Steiner come azionista di maggioranza di EcorNaturaSì, lancia un allarme legittimo ed un obbligo ad interrogarsi sulla natura di un’organizzazio ne che è lungi dal ricercare esclusivamente un potere spirituale, e che è entrata a pieno titolo, con oltre 200 milioni di euro di fatturato, nel mondo di quelle organizzazioni che cercano il rafforzamento del proprio potere temporale: da questo punto in poi, chi volesse approfondire, potrebbe trovare facili similitudini con la storia di Comunione e Liberazione. Se nelle cronache dell’Akasha non troverà niente a riguardo, cara signora Daniela, la invito a fare una ricerca in internet, o in biblioteca. ------Cordialme nte, Alessandro Barison
 
 
#5 santippe.socrate 2013-09-20 18:49
(Riporto un commento su richiesta della sig.ra Loregiola)

Che cosa muove l'individuo ad essere costantemente spinto da sentimenti ostili ed avversi se non un continuo turbamento involutivo di antagonismo e rivalita'?
Daniela Loregiola
P.s. :Molti uomini hanno vita di quieta disperazione (Tureau)
 
 
#6 Alessandro Barison 2013-09-21 09:26
Cara signora Loregiola

Le sue parole forse esprimono giusti significati. E questo suo ultimo commento é un degno rappresentante dei comportamenti estremi ed estremizzanti di molti di voi steineriani.

Vi arroccate sopra pretese posizioni di superioritá intellettiva, emotiva e spirituale, e quando incontrate il dissenso lo sfidate, certi come siete che non possano giungere argomentazioni alla vostra altezza. Poi le argomentazioni che chiedete invece arrivano, e vi chiudete ancor di piú dentro la vostra pretesa superioritá. Gli involuti sono gli altri, gli ostili sono gli altri, e voi invece, voi che non vi accorgete nemmeno di quante disponibilitá degnate unicamente dei vostri sputi, voi avete la coscienza a posto, un cuore colmo d'amore e rappresentate la veritá, la via.

Eppure cosa non siete disposti a fare pur di evitare un confronto alla pari.
 

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