Viaggio all’Interno della storia di una radio popolare (Parte seconda)

  Viaggio all’Interno della storia di una radio popolare

Documento a cura del Comitato per la Trasparenza e la Legalità in

Radio Gamma 5

(Parte seconda)

 

              Non molti sanno che la radio ha iniziato le prime trasmissioni nel febbraio del  1976  in modo rudimentale, l'antenna su un albero e un'auto in giro per la provincia a testare la potenza di emissione dei  94,00 mhz di frequenza, come spesso ha ricordato in diretta radio uno dei fondatori, Franco Carraro, di una delle prime emittenti libere nella provincia di Padova, ad effetto della liberalizzazione delle frequenze .

               E descrisse anche l'entusiasmo, le speranze e i sogni dei cinque sessantottini che realizzarono questo strumento di diffusione di idee e musica alternativa per l'epoca ricevendo immediatamente il sostegno e l'aiuto concreto dei vicini di quartiere che  si trasformarono in breve tempo in operatori audio e video, speakers e collaboratori attenti alla struttura.          

           Dalla fase pionieristica iniziale si arrivò ben presto al consolidamento di fatto della sede operativa : agli atti del Tribunale di Padova esiste, infatti, la copia depositata dal notaio Cassano il 27.12.78, in cui veniva regolarizzata la società di fatto esistente fra Francesco Carraro, detto Franco e Mario Pegoraro, commerciante, entrambi di Cadoneghe, i quali avevano costituito legalmente la società in nome collettivo denominata  “Radio Tele Gamma 5 “, di cui erano soci al 50%,  davanti al notaio Cassano di Padova, il giorno tredici dicembre del 1978.

           Essa cominciò anche a produrre in proprio  programmi visivi oltre che mandare in onda film di ogni genere e continuare a fare radio. L'anno successivo, poi, si costituì la società “Studio Progress” con tre amici fondatori, Centenaro, Schievano e Saretta che divenne la concessionaria di pubblicità televisiva che assicurava, per contratto, ben quindici milioni di introiti mensili e che permetteva così una vita tranquilla sia alla radio che alla tv, d'impronta commerciale ma anche attenta ai programmi d'interesse generale e locale, con un particolare rapporto, cordiale, con gli utenti e gli ascoltatori, permettendo il dialogo telefonico in diretta, alla pari e senza filtri  ed inoltre con un occhio di riguardo alla cultura popolare veneta e alle trasmissioni dialettali .

           Alla fine del 1980, tutto questo s'interrompe bruscamente a causa del terremoto in Irpinia : un fatto sconvolgente che vide la radio e la televisione agire in primo piano nel territorio per organizzare i soccorsi, gestire e coordinare la raccolta di aiuti concreti, quantificabili, a fine emergenza, in oltre dieci miliardi di lire, tra beni materiali e denaro , inviati ai senzatetto, oltre alla raccolta e l'invio di 385 roulottes, tutta questa attività  fu gestita sempre in collaborazione con la Prefettura di Padova e i gruppi di ascoltatori formatisi spontaneamente per l'aiuto umanitario. 

          E' stato il lavoro incessante della radio e della tv, giorno e notte, di coordinamento di questa opera colossale, senza pensare ad altro e trascurando la gestione ordinaria dell'attività mediatica, ad essere causa scatenante dei problemi immediati per la struttura radiotelevisiva: la non diffusione in tv e radio della pubblicità programmata per contratto, costò penalità enormi e addirittura la disdetta dei contratti pubblicitari, un caos organizzativo non indifferente, la moltiplicazione dei debiti operativi per centinaia di milioni di lire, che costrinse in breve tempo i responsabili societari a chiudere la tv e dare in “uso provvisorio e gratuito” il canale 63, per cercare di  arginare  i problemi economici e gestionali non altrimenti superabili. (Notizie tratte dal dossier redatto dal 'Gruppo giovani' interno alla radio per il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni e presentato come documento nella richiesta di concessione radio il 20 ottobre 1990). 

        Rimase quindi , operativa , la sola emittente radiofonica, ma anch'essa penalizzata dalla mancanza della raccolta pubblicitaria e gli stipendi che comunque dovevano essere pagati mensilmente per cui, in breve tempo, senza un adeguato ritorno economico sufficiente a ristabilire un minimo d'attivo, gran parte del gruppo dirigente vicino a Franco Carraro, che viveva ora in un appartamento sopra la sede radio, dovette prendere, dopo assemblee, tentativi vari di rilancio,  prestiti d'onore e azioni fruttifere, l'unica  valida alternativa alla chiusura della società per fallimento e cioè trasformare la radio in una cooperativa di tipo solidaristico senza dipendenti a carico e basata sul volontariato di conduttori e professionisti, limitando al massimo le spese gestionali per il funzionamento della radio. 

        Dal verbale del Libro Soci originale del 4 maggio 1982  si possono vedere i nomi  dei componenti il Consiglio d'Amministrazione della Coop. Gamma 5 scarl, ad inizio dell'attività, con qualche centinaio di  soci  che finanziavano regolarmente, autotassandosi, il proseguo dell'emittente. In sintesi l'organigramma era: presidente eletto Francesco Carraro detto Franco  e vicepresidente Albino Bizzotto. Consiglieri eletti: Vito Saccarola, Flavio Lotti, Gianni Tamino, Valerio Carniello e Sergio Tognin.

          Il presidente della Coop. all'inizio cambiava ogni sei mesi circa, per le difficoltà eccezionali di mandare avanti una struttura non molto facile a gestire, date le poche entrate sicure e i debiti accumulatesi ed errori vari o scelte discutibili ma indispensabili per la caratterizzazione dell'ascolto e della base prevalentemente di ceti artigiani, operai e dei meno abbienti in generale, e per scelte politiche ben chiare.  

           In quel periodo , siamo nel settembre del 1983, si perde l'occasione di acquisire come sede stabile della radio un ampio capannone con appartamento al piano superiore in zona Curtarolo, in quanto i milioni di lire destinati a caparra per l'acquisto della sede sociale ed operativa della Coop. Gamma 5, vengono destinati, dopo un'assemblea collegiale dei gruppi dirigenti , ad acquistare un terreno adiacente alla base aeroportuale di Comiso in Sicilia, per farne la sede di appoggio alle lotte del Movimento antimilitaristico e dei gruppi pacifisti non solo locali. Scelte a volte molto seguite e/o combattute all'interno della radio, crogiolo di molte iniziative nel territorio veneto e non solo. 

           Da ricordare , in questo contesto di  radio movimentista , la famosa Assemblea dei Soci, ma aperta al contributo di tutti i simpatizzanti, tenuta al Teatro Ruzante di Padova in data dieci settembre 1983, teatro gremito all'inverosimile perché il tema dell'assemblea era chiaro, netto e  coinvolgente per  tutti : ”Quale futuro possibile per Radio Gamma 5 ?”  Un tema evidentemente molto sentito dal pubblico che ascoltava ed amava la radio  al cui interno però gli scontri caratteriali e politici erano all'ordine del giorno non avendo più la struttura, da tempo ormai, scopi economici ma interessi culturali, informativi ed ideologici ben chiari.

          Anni movimentati e resi sempre incerti perché una cosa è sempre stata chiara a tutti quelli che erano vicini a Franco Carraro: a lui è sempre stata  indigesta la scelta obbligata di gestire con altri una cooperativa, pur sapendo che quella era l'unica soluzione valida perché la radio continuasse il proprio percorso.

            Infatti in lui è rimasta a lungo la speranza, mai sopita, di poter gestire l'impresa in altri modi più consoni ed economici tanto che solo una quindicina d'anni dopo, il 2 febbraio 1996  avvenne tramite il notaio Vaudano il deposito al Tribunale di Padova degli atti societari di cancellazione dell'impresa “Radio Tele Gamma 5 sas“ di cui erano soci unici Franco e la Paola Brusaferro.   

         Non mancava mai l'occasione di infuocate assemblee, sempre frequentatissime da tutti. Storica l'assemblea Soci al Cavallino – Venezia, presso il camping Giuliana dove il titolare Sergio Andreon, consigliere CdA , propone ed attua il ponte radio per trasmettere in diretta i propri interventi pur restando al camping. Oppure l'assemblea Soci a Fiesso d'Artico, quella al Liceo Giordano Bruno di Mestre o quella alle scuole medie di Cadoneghe centro per la presentazione del dott. Valsè – Pantellini.  

         A un certo punto, per lasciare che la cooperativa facesse il suo percorso regola- re e decisamente più tranquillo, Franco Carraro decide di lasciare i panni di padre-padrone della radio, si dimette da consigliere del  CdA e per qualche tempo si disinteressa della conduzione della struttura, e a un amico di vecchia data come Roberto 'papa' confida di aver bisogno di estraniarsi ed era sufficiente per lui essere solo messo al corrente di quanto di nuovo avvenisse all'interno della struttura. 

         E questo suo comportamento ondivago avvenne altre volte, anche prima il suo carattere impulsivo a volte ebbe il sopravvento sulla sua razionalità indiscutibile. Infatti ,  storico fu anche il suo scontro finale, in diretta radio, con Albino Bizzotto, membro del CdA  per lungo tempo, per presunte sue irregolarità di gestione e comportamentali, rivelate da un confidente vicino a Franco al momento del suo ritorno, dopo un mese, dal campo di Comiso in Sicilia,  e causa questa, della scissione del gruppo vicino ad Albino e del  suo allontanamento  da ogni carica e funzione in radio.  Albino Bizzotto, di lì a qualche tempo, divenne uno dei maggiorenti dell'acquisto di Radio Cooperativa che allora trasmetteva da via Gramsci a Mirano ed era in liquidazione perché i tre soci proprietari, la Cgil, la Cisl e la Uil, la triplice sindacale, si era sciolta a tutti gli effetti. 

         La scissione della componente Bizzotto dalla coop. Gamma 5 favorì una relativa pacificazione interna e anche una semplificazione della gestione con la decisione assembleare, nel 1986, di dimettere da soci le centinaia e centinaia di persone che, benché iscritte nel ruolo, non collaboravano in nessun modo e concentrare attorno al CdA solo i soci realmente tali ed indispensabili all'attività comune: infatti la strategia si dimostrò vincente, e nelle assemblee dei Soci iniziò la collaborazione fattiva come aprire maggiormente al territorio, essere compartecipi della vita locale: la radio aveva anche questa funzione aggregante e fungeva anche da cassa di risonanza delle iniziative programmate in loco. 

           Una delle prime delibere fu l'organizzazione del Festival della Pace, della durata di due settimane, al Bosco della Castagnara, a poca distanza dalla sede di via Belzoni. Inoltre, con una modifica  statutaria dal notaio, si poterono realizzare i gruppi di acquisto sociale per le famiglie dei soci e le occasioni aggreganti delle gite e dei viaggi di gruppo per i tesserati. 

              Praticamente si concretizzano i sogni iniziali dei cinque giovani idealisti del 1976: avere una radio della gente che lavori per la gente: semplice a dirlo ma molto sofferta la realizzazione. Finisce il movimentismo interno e finalmente si aprì un quindicennio di stabilizzazione della vita interna con grande aumento della partecipazione popolare per qualsiasi occasione di aggregazione o motivazione politica: la radio era promotrice di eventi di aggregazione di conoscenza, idee, le iniziative erano all'ordine del giorno, le tre ore giornaliere, da mezzogiorno in poi, di Franco in diretta,  ne erano il fulcro, una fucina in cui tutti potevano interagire. 

          Dall'iniziale Comitato popolare per la Pace, nato in Gamma 5, si passò a promuovere o partecipare ad innumerevoli eventi ed iniziative nel territorio espresso nelle quattro province d'ascolto dell'emittente, con un occhio di riguardo al tema della salute personale, tanto da fondare, nel 1989, esiste un video al riguardo girato al ristorante Crosarona  con  quattrocento presenti, l'assoc. Salute & Ambiente con Elio Martin presentato da Franco Carraro, un'associazione nata per promuovere la cultura della salute legata intrinsecamente all'ambiente in cui viviamo. 

                 Salute e territorio: si arrivò al punto di trasmettere, al lunedì pomeriggio, le sedute del consiglio comunale di Padova , con l'intento di portare la “ Discussione del Palazzo” , dentro le case della gente  che ascoltava la diretta . Un esperimento, allora di grande risonanza e prestigio per gli effetti che produceva: la politica del  Palazzo comunale arrivava direttamente nelle case... 

                 Erano i Soci, partecipi della vita interna della radio, attivi con idee e realizzazioni varie ad essere la linfa vitale di questa struttura multiforme, poi, nel tempo, coadiuvati anche dai conduttori radiofonici sempre sensibili alle tematiche proposte dalla radio ed infatti  uno degli elementi fondanti la stabilizzazione e il valore della struttura era l'Assemblea mensile dei conduttori, una fucina vera e propria di idee, proposte e dibattito interno fra speaker per dirimere incomprensioni, pulsioni caratteriali, contrasti fra diverse opinioni per giungere ad una unità di intenti. 

                 I Soci, dunque, erano in questa struttura democratica una forza molto importante in quanto attivi ascoltatori delle proposte e interventisti nelle trasmissioni oltre che delle assemblee ed occasioni d'incontro: interagivano con la struttura, erano informati e consapevoli e quando venivano chiamati al rinnovo del CdA erano giudici ultimi delle discussioni e delle decisioni assembleari per il bene della cooperativa ed esprimevano, fino a vent'anni fa, perché venivano scelti fra di essi, anche le figure di controllo dei conti e di merito nelle diatribe: ben quattro sindaci e tre probiviri. 

             Il numero di soci ufficiali, nella normale gestione della coop., si aggirava fra i sessanta e gli ottanta ed erano affiancati dai tesserati sostenitori notevolmente più  numerosi che volevano sì contribuire al sostegno radio ma solo con il contributo annuale e non essere, quindi, iscritti nel ruolo amministrativo ufficiale. 

            Questo è il quadro d'insieme, molto ben collaudato nel tempo, che improvvisamente viene sconvolto dall'immissione di un corpo estraneo nel nuovo CdA, imposto in modo antidemocratico con l'intimidazione famosa, ormai :” O scegliete me e il mio gruppo o nessuno ”,   episodio che abbiamo commentato nella puntata 1.

C'è una premessa molto significativa che descrive il nuovo quadro dirigenziale  foriero di avventure amministrative alquanto anomale, a dir poco. 

             E' il 20 settembre 2008 quando viene convocata dal CdA ancora attualmente vigente, dopo le tre farse di finte dimissioni e auto rielezioni, un'assemblea straordinaria dei Soci  in prima convocazione , nella sala riunioni della radio, alle ore 15, con presenza piena dei Soci e tanti simpatizzanti e sostenitori, dentro e fuori, con la saracinesca alzata per il caldo torrido, con un'affluenza notevole ed insolita per quell'ora perché all'ordine del giorno era in discussione il progetto di trasformazione della Cooperativa Gamma 5 scarl, da produzione e lavoro, a Coop. sociale con conseguente adeguamento dello Statuto. 

             Nella lettera di convocazione si annunciava anche la presenza del commercialista dr. Tremante. Per sommi capi il presidente espose questo progetto e rispose anche alle tante domande ed obbiezioni  dei presenti , perché nelle intenzioni di chiudere la vecchia Coop. non erano trasparenti ed automatiche le certezze descritte di un notevole miglioramento ed efficienza della futura struttura. 

             Si raccolsero, in questa prima convocazione , i nomi di coloro che sarebbero stati favorevoli ad andare, poi, in seconda convocazione,  dal notaio a Padova e si raccolsero,  nell'occasione preziosa,  anche  le deleghe per chi non avrebbe potuto esserci alla seconda convocazione. 

             Quattro giorni dopo, il 24 settembre 2008, alle ore 18, nello Studio notarile Marcucci & Sicari a Padova, si riuniscono in seconda convocazione assembleare, secondo quanto scritto nel verbale ufficiale agli atti ,  5 consiglieri su 7 in carica, cioè Girotto, Pamio, Piran, Pizziolo, Stocco  e  5 soci coop.: Donadello, Galdiolo, Le- vorato,  Riondato, ognuno  dei quali porta con sé 5 deleghe di soci non presenti.

             Nel  verbale sottoscritto dal Notaio e dal presidente del CdA, leggiamo:  “Constatato che sono oggi intervenuti, come risulta dal foglio presenze  che al presente si allega sub 'A': - per l'organo amministrativo n. 5 (cinque) consiglieri su n. 7 (sette) in carica ;  -  che sono iscritti al libro soci numero 64 (sessantaquattro)  soci e nella presente assemblea  sono presenti, in proprio e per deleghe riscontrate valide da esso presidente e che resteranno depositate negli atti sociali numero 30 (trenta) soci ;  e pertanto il Presidente, verificata la regolarità della costituzione, accertata l'identità  e la legittimazione dei presenti, dichiara la presente assemblea validamente costituita ed atta a deliberare sul seguente ordine del giorno, di cui dà lettura: esposi- zione del progetto di trasformazione della cooperativa da produzione lavoro a cooperativa Sociale di tipo B e conseguente adeguamento dello Statuto.  All'argomento posto all'ordine del giorno gli intervenuti si dichiarano sufficientemente informati e nessuno si oppone alla trattazione. 

                Prende per primo la parola il Presidente che illustra all'assemblea le ragioni organizzative e di ordine etico-morale che rendono opportuna la trasformazione della cooperativa prevedendo che la stessa sia disciplinata dalla normativa sulle società per azioni in luogo di quella delle società a responsabilità limitata nonché il passaggio da cooperativa di produzione e lavoro a cooperativa sociale di tipo 'B' avente ad oggetto lo svolgimento di attività commerciali e di servizi, meglio specificati  nello statuto sociale di cui infra, finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate ai sensi dell'art. 1 , lett. b) della legge n. 381/1991. 

                Il presidente quindi dà lettura all'assemblea del nuovo testo dello statuto sociale, integralmente riformulato, che si compone di n. 56 (cinquantasei) articoli.

Tutto quanto esposto dal Presidente, dopo una breve discussione, l'assemblea, mediante votazione espressa in forma (..) , all'unanimità        <(..) parola illeggibile

                                                  d e l i b e r a

la trasformazione della cooperativa prevedendo che la stessa sia disciplinata dalla normativa sulle società per azioni in luogo di quella delle società a responsabilità limitata nonché il passaggio da cooperativa di produzione e lavoro a cooperativa sociale di tipo 'B' avente ad oggetto lo svolgimento di attività commerciali e di servizi  meglio specificati nello statuto sociale di cui infra, finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate ai sensi dell'art 1 , lett. b) della legge n. 381/1991.” 

             All'inizio di questo verbale trascritto a macchina dall'originale a mano, risulta che il Notaio inizia l'assemblea alle 18 e 20' e la termina alle 18 e 40'. Come è possibile che in venti minuti si concretizzi questa assemblea, con i preliminari di presentazione delle firme, la lettura della parte spettante al notaio che affida poi al presidente la lettura di ben 56 pagine del nuovo statuto sociale che deve essere recepito bene dai 9 presenti che rappresentano 64 soci della coop. in disarmo.

               Altra cosa anomala , è che all'inizio dell'assemblea afferma e scrive che la prima convocazione è andata deserta. Il presidente del CdA e tutti gli altri  9 presenti  sanno che non è vero e si dichiara palesemente il falso .        <Seguirà la puntata 3>