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ORTORESSIA NERVOSA

L’ortoressia nervosa può essere definita come l’ossessione per il cibo salutare. È considerata un disturbo dell’alimentazione ma non è ancora ufficialmente riconosciuta dal mondo psichiatrico e quindi medico. La sua caratterizzazione ha quindi dei confini ancora piuttosto labili e non se ne conoscono tutte le cause e la sintomatologia. La prima morte ufficiale per ortoressia è quella di Kate Finn, scomparsa nel 2003 (Ravizza, Corriere della Sera, 20 aprile 2006). È una patologia che colpisce maggiormente gli over 30, tende ad essere più diffusa tra gli uomini e tra le persone di buon livello culturale.
L’ortoressia può essere considerato un problema psicologico: nevrosi del mangiare sano. Si tratta di un disordine ossessivo compulsivo della personalità che nasce con una sempre maggiore attenzione alla qualità del cibo (a differenza degli altri tipi di disturbi alimentari che danno invece attenzione alla quantità).
Questa condizione patologica è stata per la prima volta descritta nel 1997 dal medico californiano Steven Bratman. L’ortoressico si impone severe restrizioni alimentari che possono arrivare ad includere il divieto di toccare zucchero, sale, caffeina, alcool, frumento, glutine, lieviti, soia, mais e prodotti lattiero-caseari per non parlare di tutti quegli alimenti che nella lista degli ingredienti in etichetta riportano gli additivi che sono introdotti dalla lettera “E” con il loro numero specifico accanto.
L’ortoressico instaura chiaramente un rapporto distorto con il cibo, iniziando a scartare ogni alimento che viene considerato “cattivo” (idea che è del tutto personale, c’è quindi una percezione distorta). I vegani ed i crudisti sono dei seri candidati per sviluppare questa malattia che si annuncia in modo così ossessivo da portare il soggetto ad un senso di superiorità nei confronti del mondo. Si inizia con l’escludere dalla propria dieta i cibi che entrano in contatto (parola chiave) con pesticidi o con qualsiasi additivo artificiale e pian piano i criteri di ammissibilità diventano sempre più restrittivi. Alla fine l’ortoressico consuma il suo pasto in solitudine (caratteristica comune anche all’anoressia e alla bulimia), si isola socialmente e arriva ad assumere una dieta talmente povera da riportare gravi danni sul piano nutrizionale. Gli elementi che fanno “impressione” all’ortoressico non sono le grida di dolore dell’animale macellato o il colore rosso-sangue delle carni, come accade nel vegetariano, ma è la paura di venire contaminato, avvelenato. Viene quindi esclusa aprioristicamente la capacità del nostro corpo di detossificarsi e di auto-equilibrarsi. Quello che sottolinea l’estremizzazione del comportamento e quindi la nevrosi è il fatto che, tra l’altro, non può esistere una contaminazione zero degli alimenti. Inoltre, le tossicità intuíte sono di vario tipo e quindi la ricerca di un cibo “sano” in assoluto nasconde una nevrosi personale: potrebbe essere una negazione del cibo come piacere mascherato da un falso amore per se stessi e per il proprio corpo.
Detto questo, che ricalca a gradi linee ciò che si può finora trovare a proposito di questo disturbo, si propone anche un’altra lettura: l’ortoressico è una persona che tende ad evitare di entrare in contatto con il mondo che è sporco, pieno di ingiustizie e violento. Il cibo rappresenta l’esterno e non voler sporcarsi significa non voler accettare che il mondo sia ingiusto, corrotto, sporco (comportamento mediato dall’etica personale e da una percezione distorta dell’intorno). Non si vuole accettare la responsabilità di fare certe scelte anche dolorose e difficili, si nega quindi che il corpo abbia la funzione di processare il cibo, dividendone le componenti tra quelle utili e quelle dannose; per corrispondenza l’ortoressico non accetta di dover fare determinati compiti, anche gravosi, e di entrare in contatto con realtà sociali che non condivide o che non riesce ad accettare. Ma il vivere e lo stare con gli altri comporta questo sforzo, vitale e necessario. L’atteggiamento dell’ortoressico è però anche, in altri termini, una paura della morte e non soltanto il non voler prendersi le responsabilità della violenza che comporta la vita.
Un altro elemento di estremo interesse è che l’ortoressia si può leggere anche come la necessità di trovare nuove pratiche spiritual-nutrizionali, necessarie per l’equilibrio psicologico di alcuni soggetti. Solo che l’ortoressico è nel contempo giudice ed imputato di se stesso, in una spirale che porta all’autodistruzione. Il continuo ripetere le sue credenze sul cibo sembra quasi un “mantra” che serve ad occupare la mente per non lasciare lo spazio per affrontare veramente la sua situazione e le sue incongruenze, in una estrema e forte esigenza di coerenza.
Essendo geneticamente “programmati” a credere in qualcosa, persa una stretta connessione con la religione (perché troppo razionali per crederci ancora, con dettami non più adeguati allo sviluppo odierno, troppo pochi con valore assoluto e autorità religiose che non riescono più a mostrare un comportamento coerente), rimane la necessità di qualcosa a cui aspirare e la soluzione è trovata aumentando l’attenzione sulle regole alimentari. Non è detto che tutti gli ortoressici abbiano abbandonato la religione (sarebbe utile un’indagine su questo), ma sicuramente in queste regole trovano un rafforzamento alla loro esigenza comportamentale.
Il termine ortoressico deriva dal greco ortos che ha i significati di “diritto”, “giusto”, “corretto” e órexis che vuol dire “appetito”. Di particolare interesse è l’uso dei termini perché i dualismi che si incontrano in questo disturbo che si riflette sul cibo ci illuminano sul fatto che ci troviamo in una patologia che coinvolge la sfera etica: cibo “buono-cattivo”, alimento “giusto-sbagliato”, dieta “corretta-scorretta”, pasto “sano-insano”, cibo che “fa bene-fa male”. Dualismi terminologici che da sempre caratterizzano l’etica. Infatti molto probabilmente quello che fa scaturire questo disturbo riguarda un problema educativo-culturale: da un lato si è abituati a seguire i dettami dell’autorità (ma anche le regole della religione) e dall’altra si viene bombardati dai messaggi dei media, magari contrastanti, e non si riesce più a capire a chi bisogna credere e che cosa è giusto fare. Anche i messaggi in campo alimentare sono però contrastanti, con conseguente perdita della prospettiva, per una personale concezione e percezione, di cosa sia un cibo “sano”.
Si crea quindi un comportamento ossessivo e irrigidito su certe posizioni che porta ad uno sbilanciamento della dieta, più che ad una sotto-nutrizione. Questo è un punto particolarmente importante dato che, per buoni tratti della vita del soggetto ortoressico, dall’esterno non ci si rende conto che c’è qualche problema psicologico che si riversa anche sulla fisiologia, perché il peso corporeo è ancora adeguato alla persona; solo nel momento di eventuali analisi cliniche si scoprono degli scompensi di tipo nutrizionale. Dal punto di vista fisico, le conseguenze dell’ortoressia possono essere svariate, visto che i tipi di diete cambiano da soggetto a soggetto, contemplando restrizioni specifiche a seconda dell’intorno percepito. Le conseguenti carenze che si determinano, purtroppo spesso evidenti solo dopo molto tempo, sono in genere squilibri elettrolitici, avitaminosi, osteoporosi, atrofie muscolari e altri problemi fisici che spesso richiedono lunghi periodi di correzione alimentare per il recupero, talvolta interventi persino di ospedalizzazione, e altre volte sono condizioni irreversibili.
Un esempio di un componente alimentare che può essere frainteso nelle quantità di consumo da un ortoressico, potrebbe essere quello della vitamina A: se viene consumata in dose eccessiva può dare allucinazioni, ma i “dettami” che appaiono sulle riviste patinate dicono di consumare tanta vitamina A perché fa bene alla vista e il carotene, che ne è un precursore, fa bene alla pelle. Si potrebbe sentire un ortoressico che dichiara di bere tanta acqua per “purificarsi”, come in televisione viene ripetuto spesso nelle trasmissioni “sul Benessere”; ma invece bisogna stare attenti perché bere troppa acqua troppo velocemente, magari dopo aver fatto sforzi fisici che hanno fatto sudare, può portare ad iponatriemia. Questi sono solo due degli innumerevoli esempi a cui un ortoressico potrebbe essere esposto a seguito dell’influsso mediatico, ma ci fa capire come ognuno di noi potrebbe fraintendere dettami nutrizionali che ci vengono proposti come dei “toccasana” per la vita, ma invece possono portare al rischio, paventato da molti autori del settore, di una deriva ortoressica della società.
Rimane da capire, nel comportamento dell’ortoressico, questo senso di superiorità e di godimento nel rifiutare il cibo di fronte agli altri, quasi a dimostrare il suo personale coinvolgimento nel mangiare “puro”.
Lo sviluppo nella cultura sociale delle forme complementari di terapia (dieta, sport e movimento ecc.), è un fattore chiave nella diffusione della ortoressia. La ricerca di metodi alternativi alla medicina tradizionale ha individuato nella dieta uno dei più importanti mezzi per il mantenimento della salute. Quello che non è completamente compreso dall’ortoressico è che gli effetti e l’efficacia delle diete sono mediati da fattori genetici e temporali, mentre per lui la dieta diventa un mezzo addirittura salvifico della salute e della vita dell’uomo.
Tra i casi di analisi sociale che riguardano questa malattia ne riportiamo due che ci dimostrano, per il primo che spesso un bias alimentare si riversa anche sui figli, e per il secondo che l’importanza che viene data all’immagine in questa società può essere eccessiva:
- Esistono genitori che per loro sbagliate credenze personali sul cibo (ad esempio che il grasso è sempre cattivo e da togliere dalla alimentazione) causano malnutrizione nei loro figli imponendo una dieta non adeguata all’età dello sviluppo, dove anche componenti considerate dannose (ad esempio per gli anziani) hanno invece la loro funzione.
- Personaggi dello show business, schiavi della loro immagine, controllano in maniera ferrea le loro diete al limite del patologico. Si evince da molti di questi comportamenti un’ansia di fondo personale, ma anche della società intera. Tra l’altro questi comportamenti fanno sorgere altre riflessioni: la prima è che, per l’importanza mediatica che certe persone danno a questi personaggi, i casi di emulazione sono frequenti e gli effetti possono essere catastrofici (specialmente sulle giovani menti); la seconda riflessione è che, per la loro ricchezza, questi personaggi hanno la possibilità di andare oltre il razionale, almeno per periodi più o meno lunghi di tempo, fino al crollo psicofisico che prima o poi arriva, magari quando il riflettori sono ormai spenti ed il vuoto affettivo si è creato intorno a loro (anche perché è proprio un atteggiamento dell’ortoressico quello che lo porta ad allontanarsi da coloro che non condividono la stessa etica alimentare).
“Food rules my life”. La vita dell’ortoressico è regolata dal cibo e dalle modalità di consumo dello stesso. Gli aspetti che dobbiamo contemplare in quest’ottica sono i fattori “tempo” e “spazio” che creano un limite all'esistenza del soggetto. L’esigenza di essere sempre esattamente sicuri di ciò che si sta mangiando impone, a chi è affetto da questa nevrosi, di non avere degli “imprevisti alimentari” e quindi si impongono limiti di spostamento (non si può viaggiare) oltre al già menzionato problema relazionale per il quale non si può accettare un invito a cena per paura di cosa potrebbe essere servito. Un esempio dell’estremizzazione del comportamento ortoressico è offerto da quei soggetti che non bevono più neanche l’acqua delle bottigliette e cucinano solo con acqua filtrata (a parte il fatto che una quota dei sali minerali necessari alla dieta derivano proprio dall’acqua di rubinetto, ci si chiede come potrebbero queste persone prendere un aereo). Si perde quindi la capacità di spostarsi, di muoversi: è un limite sociale e vitale.
L’altro aspetto da considerare è che la ricerca e il reperimento del cibo “giusto” ed i metodi di preparazione del pasto “rubano” a questi soggetti molte delle ore della giornata, limitando quindi la possibilità di fare altre cose, tra cui anche gratificarsi o rilassarsi. Se andiamo a valutare poi uno dei consigli base per una corretta alimentazione, cioè la varietà nell’apporto alimentare, questo può essere uno dei fattori maggiormente disattesi dagli ortoressici. Ricordiamo che molte malattie possono sorgere da meccanismi e consumi ripetuti. Si denota quindi, in queste persone, l’esigenza di controllare tutto forse proprio perché non c’è niente di controllabile nella vita e gli eventi del mondo vanno per loro conto. In questa malattia si identifica il riflesso di una società ansiosa in maniera eccessiva.
(tratto dal libro "Il Piatto Piange" di Andrea Meneghetti)
 

... e questa è solo una parte della storia...

…Caro Paolo, che uno dei primi a essere cacciato da RG5 sia stato Francesco Scannagatta, lo ricordo come se fosse ieri.. l'assemblea dei soci, alla quale partecipai anch'io e nella quale il Girotto fece espellere Scannagatta con una votazione, era al limite della legalità (parteciparono alla votazione anche persone che non erano più socie).

Poco mancò che ne venisse fuori una rissa. Le persone che votarono contro il CdA di Girotto (fummo in 6 o 7 a votare contro) vennero poi boicottate dalla dirigenza, fino a "sparire" dalla radio. Per chi desiderasse "respirare" l'aria di allora inserisco un link  di un blog di RG5 gestito proprio da Francesco (a quel tempo Scannagatta faceva un bel po' di lavori per la radio). Il suo post fu intitolato "domenica 13 aprile 2008. Non rimane che dare sepoltura alla salma di Radio Gamma 5". Quest'ultimo esterna tutta l'amarezza di chi aveva donato anni di esistenza per la radio venendone ricambiato in quel modo. http://radiogamma5.blogspot.it/ (di seguito pubblicato)…e questa è solo una parte della storia...

GINO

domenica 13 aprile 2008

Non rimane che dare sepultura alla salma di Radio Gamma5

Radio Gamma 5 non esiste più.
Oggi è venuto a mancare anche il più lontano ricordo di quello che la Radio è stata. La Radio è morta il primo giugno 2007, informatevi e capirete perchè .
Per lunghi mesi abbiamo vegliato la sua salma.
Anzi possiamo dire che la veglia si poteva considerare solo la triste attesa della morte del suo fondatore: Franco Carraro.
All'inizio di quest'anno Carraro ci ha lasciato.
Oggi le frequenze della Radio erano mute, sembrava quasi uno segno del fatto che ormai la Radio non è più una voce libera, e che le idee di libertà sostenute da Franco Carrano non abbiano più il loro spazio.
L'assemblea straordinaria dei soci è stata penosa. In merito esiste anche una registrazione video , quasi completa, del suo andamento.
Tra tutti i tristi avvenimenti di questo evento voglio evidenziare solo quello che mi riguarda. Il presidente della Radio, sarebbe meglio definirlo dominatore, con una votazione illegale sotto tutti i punti di vista, ha deciso la mia radiazione da socio della cooperativa.
Per mesi ho curato questo blog, ho deciso di abbandonarlo e di tramutarlo in un monumento funebre che ricordi quello che è stata Radio Gamma 5.
Francesco Scanagatta

Rinfreschiamo la memoria sul caso Michela e Luigina e Radio Gamma 5

...la Luigina ha sempre dichiarato di essere disposta a pagare per l'affitto di un appartamento, il problema è che fra istituzioni e privati sembra faccino a gara per non darglielo, forse che la ridente cittadina balneare vuol apparire priva di problemi per i tanti vacanzieri che non vogliono rovinarsi le vacanze alla vista di una creatura che è la purezza che loro non sono? Il nostro pranzo del 18 dicembre fatto per raccogliere fondi e per sensibilizzare il problema ha avuto un enorme successo di partecipazione, anche se qualcuno ha voluto boiccotarlo facendo a loro volta un pranzo nella stessa data che è stato un insuccesso clamoroso per una radio che vanta di avere migliaia di ascoltatori. VERGOGNA!!!

Realtà allo specchio sembra sia stata mandata via dalla radio anche per aver chiesto un aiuto per Michela senza concordarlo con i paroni, dando in diretta il numero del conto corrente della Luigina e non quello della radio, imponendo ai conduttori di non pubblicizzare la cosa. Chissà perchè! Una radio cosi sociale, umanitaria, con un presidente che dispensa amore a profusone come se veramente credesse a quello che predica. Questi sono i misteri della fede e di quelli che ce l'hanno, ma è nei fatti che si conoscono le persone, non dalle loro chiacchiere

Dico sembra perché non è mai stata data la motivazione scritta ai conduttori allontanati, solo sembra, si dice, pare che....non posso dirlo in diretta radio il motivo dell'allontanamento di Fiorenzo altrimenti rischio una querela, cosi disse il presidente in una sua trasmissione. E' stato detto però all'ultima assemblea alla quale abbiamo partecipato, meglio dire è stato fatto dire da altre persone che per sentito dire lo hanno accusato di molestie sessuali pubblicamente. Ovviamente sono state querelate, e spero vivamente abbino la condanna che si meritano. Questi sono i loro metodi, infangare le persone, non importa se non ci sono prove, dare del ladro, dell'infame, del depravato, che sia vero o no l'importante è insinuare il dubbio, e siccome chi lo fà è immensamente e spiritualmente al di sopra di tutto, che nessuno può pensare che lo faccia per il suo tornaconto

Come detto, a nessuno dei conduttori allontanati è stata recapitata una lettera con le motivazioni, nemmeno dato un preavviso, ma mandati via dall'oggi al domani con una telefonata del presidente che comunicava loro che non potevano più trasmettere, di consegnare le chiavi e non entrare più in radio, infatti hanno chiuso i cancelli per il timore che la gente potesse sapere cosa stava succedendo in radio, e dare la loro versione dei fatti in modo allegorico, tanto mica potevano controbattere, alla faccia della democrazia con la quale si riempiono la bocca e non solo.

La lista sarebbe lunga, l'epurazione massiccia per un rinnovamento di facciata senza testimoni, i vecchi della radio, la memoria della radio, che volevano trasparenza e legalità, allontanati per far spazio alle Forze Nuove che avanzavano eliminandoli per non intralciare i loro subdoli piani, per non parlare di tutte le persone, sia conduttori che ascoltatori che si sono allontanati spontaneamente o per disgusto o per essere entrati in collisione con le farneticazioni e metodi da despota di qualcuno, o per essere stati mobbizzati e coercizzati dal branco, anche con la scusa di aver imbrattato il bagno. Chi non prende posizione di fronte a questi fatti, o non gliene importa niente, o è ignavo, o complice, oppure crede che questa siano tutte panzane. A ognuno secondo la propria coscienza, cosa che in radio se ne fa un gran parlare.

Partendo da lontano sarebbe troppo lunga la descrizione dei fatti nella loro sequenza, noiosa e pedante e anche ripetitiva. Basta solo ricordare che non è mai stata chiarita la vicenda dello sfratto della vecchia sede per propendere all'acquisto di una nuova sede per la quale sono state raccolte somme di denaro, anche per una mega multa della quale non si è saputo più nulla. Somme di denaro che per quanto ne so non è mai stata quantificata, come per quanto ne so a tutt'oggi non si conosce il costo dello stabile acquistato, stabile intestato a privati fin poco tempo fa, dovuto poi passare ai 15 soci che formano la Coop attuale e non ai soci originali dell'epoca della raccolta fondi, soci cancellati nel proseguo dell'avanzata delle FN con la ridicola scusa di aver perso la lista, come se i soci non fossero persone conosciute e note a tutti ma soci di un qualche paese distante miglia e miglia con nomi impossibili da contattare, da ricordare e anche da scrivere. E' stato fatto dunque il passaggio dello stabile alla "Cooperativa dei quindici" ( ricorda un po’ il titolo di un vecchio film: Quella sporca dozzina) con i soldi degli ascoltatori perché loro di tasca propria non tirano fuor nulla, cosi come le spese legali e processi eventuali in corso, non per un atto di giustizia, ma per l'arrivo delle commissarie

Il primo epurato fu Scanagatta, o uno dei primi, con una riunione dei soci mirata allo scopo, di conseguenza la trasmissione Magia, Stregoneria e Paganesimo che da anni trasmetteva in radio, con la scusa di una bestemmia in radio. Il presidente o chi per lui ha dichiarato la radio colpevole del fatto, preferendo pagare la multa (sempre con i soldi degli ascoltatori) piuttosto che dare “agli imputati" la possibilità di fare il ricorso che gli aspettava di diritto. Ora non c'è da meravigliarsi se un non so cosa timorato da Dio potesse tollerare persone che parlavano degli Dei, e che culturalmente e che per intelligenza lo sovrastano di anni luce. Per chi fosse interessato di come sono andate le cose può andare sul sito di Claudio Simeoni, li è spiegato tutto con dovizia di particolari. Un'altra trasmissione da tantissimi anni in radio, quella anticlericale, non c'è più, o per motivi di pressione, o per mancanza di feeling con le FN, non so esattamente il perché tranne che al posto loro c'è praticamente il nulla, l'importante forse era che queste voci tacessero

Una volta eliminato il socio curioso e rompipalle che voleva vederci chiaro nei libri contabili, libri che se è vero quello che è stato detto sarebbero stati smarriti al pari della lista dei soci, e di quelli che ci sono o c'erano ci siano delle pagine strappate e altre cancellate (del resto se il compito di tesoriere e viene affidato a un non vedente che per questo motivo percepisce una pensione e l'accompagnatoria, non è che ci si possa aspettare tanto di più), e una volta eliminati tutti coloro che volevano vederci chiaro, chiusi i cancelli, chiusi a riccio nel bunker, dato l'ordine di non parlare e dare spazio ai fuori-spinti il gioco della verginità è fatto, e ogni fidanzato o marito non si accorgerà di nulla, anche se un po’ gli prude la fronte. Per questo e tanto altro è importante l'adesione al nostro pranzo per il compleanno della nostra radio, la radio della gente comune, e non di questa a forma di piramide con dentro tante caselle formato bottega con in cima un pirla che si crede un semi-dio a dettar legge. La Michela e la Luigina vanno aiutate perché sono parte di noi, siamo noi, e di questo bisogna dare atto a un conduttore ancora in radio che ha preferito seguire la via del cuore piuttosto che quella del diktat. Propongo con la primavera un'altro pranzo per la Michela e la Luigina, i fiori più belli che non si possono comprare. GIU’ LE MANI DA RADIO GAMMA CINQUE BENE COMUNE

P.Zarri

Michela e Luigina su RAI 1 - 08.02.13

Michela e Luigina su La Vita in Diretta di RAI 1.
Speriamo che il servizio sortisca qualche effetto sulle istituzioni.

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Conferenza del 29.01.13 di Paolo FERRARO

Video con aggiornamento iniziale del presidente dell'associazione Realtà allo Specchio, Fiorenzo Sartore, sulle "STRANE COINCIDENZE" avvenute sia il 4 giugno 2012 con la soppressione della trasmissione dell'associazione, sia lunedì 28  gennaio 2013 giorno precedente alla conferenza, avendo in entrambi i casi, come ospite, il dott.Paolo Ferraro. Coincidenze? Caso? O qualche obiettivo particolare?

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